Siete sicuri di mangiare italiano?


“Sappiamo quello che mangiamo?”

Noi ce lo siamo chiesti e crediamo che non tutti siano consapevoli dei “facili inganni”, sicuramente non voluti ma poco chiari. Giocolieri con parole ed immagini che trasmettono “Italia”, dall’artigianato alla qualità, quell’Italia ormai compromessa grazie alla globalizzazione, un po’ come quella “famiglia felice” con il loro mulino immerso fra i campi di grano… Questo accade tra parole, spot ed immagini che ci inducono a fidarci di determinate aziende, parliamo anche di grandi marchi.

La facciamo molto semplice, la pasta è ITALIA, eppure, nella grande distribuzione è difficile trovare pasta italiana, se non in sotto forma di “speciali”… Non mettiamo in dubbio che altri Paesi possano produrre grani eccezionali, ma…in molti casi non sempre è cosí…È ormai risaputo che in Italia arrivano navi e container di grani che finiscono poi sulle nostre tavole spesso ignari della reale provenienza, perché nella nostra testa diamo per certo che se compriamo quella grande marca è assolutamente 100%  made in italy.

Con questa riflessione ci vogliamo soffermare sulla provenienza delle materie prime, senza addentrarci nelle lavorazioni, altra cosa che fa sicuramente la differenza.

Una domanda ci viene spontanea, perchè dobbiamo pagare di piú per un prodotto italiano, questo è quello che è risultato, perchè un chilometro zero costa di piu’ di un chilometro 8.000? Ponetevi questa e altre domande, come ce le siamo poste noi, resta sicuramente triste appurare certi dati, forse perchè amiamo l’Italia e quindi ci teniamo a valorizzare il nostro territorio e i nostri prodotti.

A proposito di qualità, non capiamo il senso di tante denominazioni “dop, igp, igt” … ma qui si apre un altro capitolo, lasciamo per ora a voi il giudizio, guardando le foto e osservando voi stessi le confezioni distribuite nel nostro Paese. Non intendiamo denunciare “a spada tratta” alcun prodotto/produttore , vogliamo solo porre l’attenzione sul fatto che tutto ciò che può sembrare italiano talvolta non lo è o lo é in parte e quella parte non italiana dev’essere sempre molto chiara al consumatore, come del resto esplicitano queste confezioni.

Non diciamo che il grano utilizzato da queste case sia di pessima qualità,  anzi, non lo sappiamo e ci atteniamo a quanto dicono. Però vorremmo che tutti si sentissero piú italiani anche nel gusto, aprite gli occhi e iniziate a far caso a quelle scritte tanto piccole sul retro della confezione che vi possono dire molto e soprattutto decidere come e cosa mangiare.

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