Contest fotografico a sostegno dell’obesità patologica


Chef&Maître partner dell’iniziativa dello chef Ugo Patierno: “Conferenza sull’obesità patologica”, che avrà luogo il 22 settembre presso la Locanda del Poeta a San Mauro Pascoli.

Per l’occasione vi invitiamo a pubblicare sul gruppo Chef&Maître una foto di un vostro piatto con descrizione seguito dagli hashtag #librometà e #chefemaitre.

 

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:

Entra nel gruppo, partecipa al contest pubblicando il tuo post: https://www.facebook.com/groups/salaecucina/

Il contest fotografico si concluderà il 22/09/2018 alle ore 24:00.

I VINCITORI saranno quattro, due scelti e premiati da chef&maître e lo chef Ugo Patierno e due per chi riceverà piu like. I vincitori riceveranno una copia in omaggio del libro dello chef, che verrà presentato proprio durante la conferenza.

Aspettiamo le vostre foto ricordandovi gli hashtag #librometà #chefemaitre.
Chi non utilizzerà gli hashtag non sarà ammesso al contest.

 

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

LO CHEF UGO PATIERNO E IL SUO LIBRO “METÀ”

Metà”… Il terzo trasversale nella dicotomia del “tutto o niente”, tra il troppo pieno e il troppo vuoto.

Non ci si può sottrarre alla sostanza della nostra dipendenza quando abbiamo un problema col cibo. Possiamo smettere di frequentare tutti gli ambienti e quelle situazioni che ci inducono a perdere il controllo del nostro appetito ma non possiamo smettere di mangiare se vogliamo continuare a vivere.

La dipendenza dal cibo e i disturbi alimentari hanno una dinamica di guarigione all’insegna della sfida e della provocazione quotidiana. Chi non conosce i piccoli drammi dei vari pasti giornalieri quando si segue una dieta dimagrante?
Pensate, per un momento, a quanti significati simbolici appartengano al cibo: è la nostra prima fonte di amore, sopravvivenza, cultura, ritualità, convivialità e piacere.
Pensate a come la maggior parte delle persone che vivano nel mondo occidentale conoscano il cibo come succedaneo di affetto.
Pensate a quante di queste persone lo usino come imbuto emozionale, come risposta e mezzo espressivo per qualsiasi bisogno e carenza.
È un vortice patologico quello che accompagna queste persone.
Un vortice che parla di rifiuto, abbandono, negazione o ossessione e compulsione, se non tutte queste cose insieme.
L’obesità dà consistenza a un dolore sordo e vorace che altro non è che un’ infelicità dai larghi confini, una mancanza d’amore strabordante dove l’oggetto di piacere evoca continuamente la nostalgia dell’amore mancante.

Ma come è possibile liberarsi da un rapporto malato col cibo? Come è possibile trasformare un rapporto distruttivo e dominante in un rapporto d’ amore, rispetto e pacificazione?
Ugo Patierno lo sa. Lo sa perché ci è riuscito.
Ugo è sempre stato attratto dal cucinare e dal godere del buon cibo ma questo oggetto del desiderio è stato, da un certo punto in avanti, una risposta alle sue sofferenze, alle sue emozioni, ai suoi bisogni, a tutto. Questo “tutto” ha cominciato a prendere un peso e una forma sul suo corpo e a condurlo ad un’obesità molto seria.


Alcuni di noi arrivano a sfiorare un punto di non ritorno, nella vita. Ci si trova ad un bivio: salvarsi o lasciarsi andare per sempre. È una scelta che determinerà tutto il nostro futuro, una scelta che rievocherá, per l’ennesima volta, l’impulso del “tutto o niente”. Eppure, per quanto si possa essere sprofondati, e chiunque abbia sfiorato quel baratro lo sa, ci sarà sempre, dentro di noi, un remoto e insopprimibile desiderio di salvarci. Quel desiderio è ciò che ci farà uscire dagli abissi del nostro dolore, è ciò che ci farà accettare una mano tesa per aiutarci o è ciò che ci farà uscire dal nostro isolamento per andare a cercare quella mano e accettare le sfide della vita.
Per questo ragazzo, il momento cruciale, è arrivato il settembre 2013 quando ha scelto di operarsi di Sleeve gastrectomy e ha cambiato il corso della sua malattia. Ed è stato un processo stupefacente a livello fisico, psicologico e professionale.
La rinascita di un uomo, di uno chef e di un artista della vita.


Ugo ha fatto, della sua passione per il cibo, una professione. Ha imparato a conoscerlo, cucinarlo e, infine, donarlo agli altri. Ma la cosa più straordinaria della storia di questo chef è la prodigiosa rivoluzione che si è delineata nel suo modo di cucinare man mano che il suo corpo si alleggeriva di una “metà” dopo l’altra. Un processo lungo e stravolgente che gli ha permesso di riconquistare la percezione del cibo come mezzo di salute e bellezza. Un processo che lo ha reso in grado di simbolizzare la sua storia e il suo sapere attraverso gusti e sapori.
Questo chef ama condurre le persone nel suo nuovo mondo dove il peso è leggero e dove la consistenza degli alimenti è talvolta delicata e preziosa, e talvolta sovversiva e deflagrante. I colori dei suoi piatti sono lussuriosi e pulsanti e accentrano su di sé la parte più passionale e partenopea dell’ autore.

Il cibo, tra le mani dello chef Ugo Patierno, è un giardino di composizioni narranti, uno specchio di trasformazioni sensoriali e vibranti, un manifesto armonico tra la voglia di donare agli altri e l’approvvigionamento dell’impatto emozionale che provocherà. La sua cucina è la costruzione di un’identità personale aperta alla vita e alla sua prima sorgente d’amore: il cibo, in una sorta di sublimazione artistica del bisogno di essere visti e apprezzati.
Non a caso, il suo eterno motto è: “Art never dies”
Ecco dove è finita l’altra metà di Ugo… È diventata fame di creatività e sete di bellezza.

(Di Giulia Fucsia)

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