Pane all’arsenico o polenta al cromo?


Preferite una bella pagnotta di pane all’arsenico o, meglio, polenta con funghi e cromo?

Messa così è sicuramente esagerato ma riesce difficile capire perchè il recente decreto legge chiamato “Genova”, appena approvato alla Camera dei Deputati, contenga una norma controversa che consente di spargere nei campi fanghi con idrocarburi.


Prima di tutto: cosa c’entrano i fanghi con l’emergenza del crollo del ponte Morandi a Genova? Va a sapere…

Se il tema dei fanghi era da trattare e normare in qualche modo, perché non fare un provvedimento ad hoc? Magari facendo qualche audizione preliminare di chimici e tossicologi per fare davvero una buona legge a tutela dell’agricoltura e dei prodotti che arrivano sulla nostra tavola.
Ma, come disse Pirandello, così è se vi pare e per ora vi tenete il decreto Genova che prevede i fanghi con idrocarburi nei campi.

Per ora il decreto è passato alla Camera. Magari il Senato lo cambia!
Si, certo. Campa cavallo che l’erba (con idrocarburi) cresce…


Ora, a parte l’assurdità appena detta, il problema principale è un altro: perchè, tramite il famigerato articolo 41, si è innalzato di 20 volte (20 volte! da 50 a 1.000 mg per chilo) il limite da non superare nei fanghi ai fini dell’utilizzo in agricoltura per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, Toluene, Selenio e Berillio, Arsenico e Cromo.

Già solo il sentire parlare di Arsenico e Cromo nei campi fa inorridire… e ora è pure legale?

Sono pazzi irresponsabili? C’è qualche lobby da soddisfare? Oppure ci sono altre ragioni che ignoriamo?


La cosa pare strana è che persino i ministri Costa e Toninelli in un certo senso se ne vergognano quando dicono che poi questa norma si cambierà con un “decreto migliorativo”.

Ma non potevi farlo subito? Devi prima avvelenare e poi dopo farai una norma migliorativa?

Il Ministro dell’ambiente Costa ha dichiarato: “Arriva lo schema di decreto predisposto da Galletti che aveva esattamente il limite di 1000 mg e anche qui, nessuno ha gridato al disastro ambientale. Questa la
situazione che abbiamo trovato a luglio. La mia intenzione era modificare il testo per renderlo più coerente con le esigenze di tutela della salute, ma i tempi erano stretti“.

Traduzione per noi ignoranti: la norma non andava bene ma avevamo fretta.

Dubbi: ma c’è qualche studio serio che abbia o meno stabilito se 1000 mg per chilo sono o no pericolosi per la salute? O diamo i numeri a caso?

L’incertezza che negli idrocarburi presenti nei fanghi ci siano o meno quantità di cancerogeni dannosi per la salute dovrebbe essere una incertezza sufficiente a far scattare quantomeno il Principio di precauzione (se non ho informazioni sufficienti evito di prendere una decisione potenzialmente pericolosa).


Ma quali fanghi? Si tratta di fanghi di depurazione delle acque reflue di impianti i quali contengono molte sostanze organiche utili all’agricoltura, ma anche idrocarburi pericolosi.
La legge in vigore è la n. 99 del 27 gennaio 1992 la quale stabilisce che i fanghi possono essere utilizzati a fini agricoli per concimare purchè non contengono sostanze tossiche o nocive.
In seguito, la Corte di Cassazione ha stabilito che per stabilire se ci sono o meno sostanze tossiche o nocive, doveva essere preso come valore limite 50 mg per chilo.
Anche qui non si sa in base a cosa la suprema Corte abbia stabilito quel limite, ma almeno pareva basso. Ora lo aumentiamo di 20 volte.
Perchè?
Una ragione può essere dovuta al fatto che la Regione Lombardia, sotto la presidenza Maroni, ha approvato nuovi parametri relativi ai limiti di concentrazione per idrocarburi innalzandoli di ben 200 volte rispetto alle norme vigenti(da 50 mg/Kg a 10.000 mg/Kg).

Quindi si voleva evitare questa esagerazione? Ma allora bastava dire che il limite era 50 e non 200.
In ogni caso in Lombardia molti comuni avevano fatto ricorso al TAR contro quella decisione regionale e il TAR Lombardia in data 20 luglio 2018 ha dato piena ragione ai comuni ricorrenti annullando la delibera regionale nella parte in cui si innalzavano i limiti.
Ma qui scatta l’emergenza, visto che in Lombardia i fanghi accumulati da smaltire pare siano di almeno 3.000 tonnellate alla settimana e i cosiddetti “fanghisti”, cioè le aziende che li smaltiscono spandendoli sui terreni agricoli, non li ritirano più dato che non possono rispettare il limite dei 50 mg/Kg.


Quindi migliaia di tonnellate di fanghi che restano nei depositi e creano problemi per l’impossibilità di smaltirli nei campi.
L’alternativa sarebbe quella di portarli in discarica o
all’incenerimento, pratica peraltro sanzionabile in base alle norme europee oltre ai conseguenti danni per l’ambiente e per la salute delle persone.

Riassumendo: vengono prodotte migliaia di tonnellate di fanghi che non si possono smaltire se il limite è di 50 mg/KG nè si possono portare in discarica o a incenerire. Un bel problema!

Risolviamolo all’italiana. Se il limite è basso, basta aumentarlo di 20 volte e siamo a posto. Su dai, Costa e Toninelli inserite un bell’articolo nel decreto che stiamo approvando per l’emergenza di Genova e prendiamo due piccioni con una fava (al cromo).

I “fanghisti” possono riprendere il loro lavoro svuotando i depositi e riempendo i campi di un bel concime a norma di legge con solo qualche piccolo potenziale problema di tossicità all’arsenico o al cromo. Ma che vuoi che sia!

E’ evidente che il problema c’è e in qualche modo va risolto.
Ma va risolto studiandolo a fondo verificando i reali limiti di tossicità e non infilando un articoletto in un decreto che nulla ha che fare con il problema.
Il tema “fanghi” è delicato. Vanno cercati limiti e procedure che mettano in sicurezza il suolo e i cittadini evitando di dirottare i fanghi in discarica o all’inceneritore.

Insomma… per ora siamo nel fango fino al collo!

(Di Maurizio Fiorentini)

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