Gianluca Renzi: Attimi milanesi


Il ragazzo è tosto. Tostissimo.

“Sono arrivato da Beck grazie al suo sous chef, Emiliano Pascucci. A quei tempi lavoravo in un ristorante in via Salaria, lo ricordo come oggi, stavo per andare in vacanza a Palma di Maiorca, era il 25 di agosto. Quando Heinz mi ha proposto di iniziare subito, ho rinunciato al viaggio. Sono partito come demi chef, poi sono diventato capo partita e via via fino a volare da solo, prima a Fighine e ora a Milano”.


Sono da poco passate le 23.30, il via vai nel ristorante situato al primo piano dello shopping center City Life si è un po’ calmato. Dopo un centinaio di coperti Gianluca Renzi può tirare il fiato, sedersi e raccontarsi.

“Mi sono avvicinato al mondo della cucina fin da piccolo, mio padre era un appassionato, andavamo insieme a scegliere la frutta a Campo de Fiori.
Da Heinz ho imparato tutto, dalla tecnica alla creatività, fino alla precisione spinta fino all’estremo. Mi ha svezzato e cresciuto, io sono stato bravo a saper comprendere in fretta”.

“A Fighine sono rimasto per quattro anni, quando sono arrivato il ristorante aveva già conquistato una stella, io però l’ho mantenuta fino alla mia partenza per Milano. Lì all’inizio non mi sono trovato bene con Antonio Strammiello, può scriverlo tranquillamente. Tempo due mesi e avevo già preso le redini della cucina, perché io sono così, feroce e determinato. Quando sono venuto a Milano il posto vacante lo ha preso lui, ma ormai a Fighine non c’è più la consulenza di Heinz, per cui è una storia tutta nuova”.


Inutile guardare al passato, concentriamoci sul presente, ovvero sul bistrot Attimi, dove Gianluca si è presentato con lo spaghetto ai pomodorini datterini Abbascià e parmigiano di vacche grasse: il piatto è ormai un piatto cult (leggere di più alla pagina dedicata proprio al piatto classico della cucina italiana), idem la pappardella fresca di saraceno con agnello al Barolo e fonduta di parmigiano.

Non è un caso che il bistrot lavori con i motori al massimo: nel weekend è impossibile trovare un tavolo, mentre all’ora di pranzo, durante la settimana, la storia si ripete ogni giorno. La sala risponde bene (ottimo Giorgio Fassio), la brigata anche, dove accanto a Gianluca c’è il fido Antonio Romano e anche la fidanzata Kim Novak (è la prima volta che lavorano insieme). Sarebbe un delitto avere a portata di mano un posto del genere senza “sfruttarlo” al massimo: difatti i vari dirigenti e manager che lavorano nei grattacieli accanto fanno tappa fissa, così come i residenti del quartiere. E’ tutto molto buono, a cominciare dal pane, ed è anche molto economico, se consideriamo i 13 euro per spaghetto al pomodoro, oppure i 12 che si spendono per una coppa di champagne (troneggia il Pommery).

Ora ha aperto anche il ristorante gourmet, esattamente dietro al bistrot, stesso ingresso e stessa cucina, quella di Gianluca: qui ha puntato su dei piatti più elaborati: vi suggeriamo due su tutti, il foie gras con fieno, camomilla e pere e poi l’agnello con cremoso al caprino, salsa alla verbena, cime di rapa e lime.

Inutile negarlo, Renzi vuole la stella pure qui, seppur consapevole che il format di Attimi sia leggermente penalizzante: è più essenziale, immediato, freddo e austero rispetto ad un vero e proprio ristorante, dove puoi personalizzare l’ambiente e il resto. In un centro commerciale, seppur di nicchia, ci sono tempi, esigenze e dinamiche diverse, il che potrebbe leggermente condizionare il giudizio degli ispettori.

Dall’altra parte non si torna indietro, il mondo cambia, non ci saranno più drappeggi e sedie d’epoca, oggi gli spazi sono questi, per cui pian piano ci si adatta alle nuove realtà. Va detto che la Michelin ha sempre premiato il piatto e non l’arredo: e se guarda solo al piatto, le speranze ci sono. Anzi, le certezze.

(Di Dominique Antognoni)

ATTIMI BY HEINZ BECK
Milano CityLife – Shopping district
Piazza 3 Torri, Milano 20145
Food Court 1°piano
TEL. +39 02 48029431
FAX +39 02 4699777

 

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