Il cibo “a portata di click”

In questi giorni si parla molto di delivery, di app per ordinare, di consegne in bici e in aereoplano, come se l’unica cosa importante sia la velocità e l’immediatezza.
Ma il cibo? Come è prodotto? In che modo e con che spirito viene consumato?
Già arriviamo da 10 anni abbondanti in cui siamo bombardati da immagini patinate di cibo ben impiattato, ma di cui non capiamo nulla…
Mi occupo, per passione prima ancora che per lavoro, di educazione al cibo. È un po’ una mia fissa. (Chi mi conosce sa della mia battaglia contro il dado, ma anche che in segreto amo i cibi grassi)
Il contatto che abbiamo con le materie prime è per me la cosa più importante.
Poter vedere le mani di chi ha coltivato o allevato ciò che cucino o che mangio è per me importantissimo, al di là della retorica.
(Ovviamente non raccolgo ogni mela che cucino, anche se mi è capitato di farlo).
E il modo in cui il cibo viene trasformato penso sia altrettanto importante.
Mi sono stufato del cibo che non ha un anima, degli insaporitori a base di glutammato (tanto lo so che ne abusate, i supermercati ne sono pieni !).


Eppure per fare un brodo basta una carota, un pezzo di sedano e una cipolla, ce la possiamo fare, no?
Rispetto al delivery, lo facciamo tutti con passione, è il modo di rimanere vicino ai propri clienti e arrivare a casa di tutti, ci impegneremo tutti al massimo.
Consente alle persone di mangiare dei buoni piatti, e alle aziende di rimanere (forse) in piedi.
Ma la ristorazione è (anche) un’altra cosa…
È accoglienza, scambio tra le persone, è fare cultura, dare “ristoro”, scoprire nuovi sapori o antiche tradizioni, e poterne parlare faccia a faccia…
Viviamo in un mondo in cui già prima non uscivamo di casa: non vado al cinema perché ho uno schermo a casa da un milione di pollici, non vado al ristorante perché ho l’app, non vado in negozio perché ho Amazon, non vado nel ristorante stellato (un po’ per il costo) e un po’ perché mi sfamo già a vedere le foto dei piatti su internet, che bisogno ho di vivere un esperienza per davvero?
Dire che questa direzione non ha senso è un eufemismo, allora tanto vale rimanere in casa per sempre, con davanti 3/4 device elettronici…
Non sono un conservatore, anzi, ma almeno per il cibo preferisco altre strade…
E riesco sempre a trovare buoni compagni di viaggio!

(Da un post sui social di Marco Rossi – Ristorante La Mugnaia di Ivrea)

Marco Rossi






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